OPEN STUDIO Elisa Strinna / This Algo is like a Tiger that lurks in the Woods

con Galleria Massimo de Luca, Mestre

Come rappresentare la relazione tra individui, tecnologie, materiali, oggetti e flussi economici? Quali sono le forme di questo rapporto oggi?

Negli ultimi decenni lo sviluppo della tecnologia ha prodotto effetti incredibili sulla percezione del tempo e sulle modalità delle relazioni sociali attraverso realtà virtuali in cui lo scambio personale avviene anche a distanza, in connessione real time, grazie all’annullamento dei limiti di spazio e tempo nella comunicazione. L’universo della rete e quello tecnologico sono diventati parte della realtà geografica, sociale e culturale del nostro tempo, il mezzo attraverso cui arriviamo a conoscere, diffondere, registrare e comunicare eventi.

Elisa Strinna è da sempre interessata al rapporto che intercorre tra una società ed i suoi meccanismi di elaborazione culturale, e la relazione che avviene tra questa ed il contesto naturale. In questo particolare momento la ricerca dell’artista è tesa a indagare la crescente interdipendenza tra uomo occidentale e tecnologia mediatica, e i risvolti dati da questa relazione. Paesaggio tecnologico e paesaggio geologico, istantaneità e tempo profondo, materiale e virtuale, naturale e artificiale, sono alcuni dei rapporti, degli aspetti e dei temi al centro di queste opere, che attraverso suono e scultura verificano inedite possibilità d’interazione tra mondi finora percepiti come distanti.

Elena Forin

 

 

Come un sistema nervoso planetario minerale, la rete internet utilizza fibre di silicio, per far viaggiare le informazioni alla velocità della luce. E se per l’uomo la possibilità di oltrepassare i limiti di spazio e tempo nella comunicazione è una scoperta recente, per il pianeta è qualcosa di antico. Ne sono un esempio i “whistlers”, onde elettromagnetiche che agiscono come sistema di comunicazione senza fili tra un emisfero terrestre e l’altro.

Paradossalmente il processo di modernizzazione e accelerazione è direttamente proporzionale all’abilità umana di sfruttare non solo le forze naturali, ma anche materie prime che si sono costituite in quantità enormi di tempo o antiche come la crosta terrestre. La rete internet non ha unicamente favorito la circolazione dell’informazione ma ha anche reso le informazioni prodotte da questa interazione “astratta” materiale funzionale al sistema economico dominante. Nel mercato finanziario le transazioni sono processate da algoritmi pubblicizzati attraverso slogan che proclamano: “This algo is like a tiger that lurks in the woods and waits for the pray and then jumps on it. Or: this algo is like and anaconda in a tree”*. Slogan che richiamano l’immaginario di un mondo dominato da pulsioni incontrollate, fatto di cacciatori e prede. E’ realmente il progresso tecnologico segno di evoluzione della specie umana o è la qualità delle pulsioni che ne sono veicolate a fare la differenza?

This Algo is like a tiger that lurks in the Woods è unopera in progress che si apre come un secondo capitolo di un ciclo d’installazioni tese a indagare il rapporto tra uomo e tecnologia. Le sculture presentate per l’open studio alla Fonderia Artistica Battaglia sono realizzate in materiali diversi come bronzo, cera d’api, cemento e ceramica e sono ricavate da alcuni elementi simbolo del progresso tecnologico: cavi usati per trasmettere informazione ed energia. Ciascuna di queste forme è stata sottoposta ad agenti corrosivi di varia natura -come esplosivo o cristallizzazione. I cavi così trasfigurati, evocano un mondo in cui organico e inorganico si mescolano, suggerendo un invito all’interrogazione su quale sia la reale natura delle pulsioni di cui i cavi si fanno simbolo.

 

Il lavoro di Elisa Strinna (1982, Padova) esplora il modo in cui strutturiamo la nostra percezione e i nostri campi del sapere. Non lo fa attraverso riflessioni teoriche, ma studiando in maniera approfondita materiali di diversa natura. Mentre Strinna studia le informazioni intrinseche a tali elementi, varie narrative prendono vita, narrative che rivelano aspetti “culturali” intrinseci alla Natura, sfidando così ogni limitata concezione dei processi culturali e naturali.

Tra le varie mostre Strinna ha esposto al Mart di Rovereto (2015) e alla Serra dei Giardini della Biennale a Venezia (2015), al MAXXI di Roma nella mostra Open Museum, Open City (2014) all’ Espai d’art contemporani de Castelló per premio 5x5 2013 (Spagna 2013), alla biennale di Taipei Modern Monster (Taiwan 2012), al museo Macro di Roma per il premio 6ARTISTA (2011), in Via Farini a Milano (2009), alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2009).

Tra le residenze per cui l’artista è stata selezionata vi sono il Seoul Art Space Geumcheon nella Corea del Sud (2017), il Premio Shanghai con una residenza di due mesi alla East Normal University di Shanghai in Cina (2014), il premio 6ARTISTA alla Fondazione Pastificio Cerere, che consiste in una residenza di nove mesi tra Roma e Parigi (2011/2010), gli atelier alla Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia (2008/2009).

Attualmente Strinna sta frequentando il dottorato Documents and Contemporary Art all’EESI di Potiers e Angouleme (Francia). Tra i vari corsi di formazione nel 2016 partecipa al Saas Fee Summer Insitute of Art di Berlino (Germania), nel 2015 a SOMA Summer a città del Messico, e nel 2010 al XVI corso Avanzato in Arti Visive alla Fondazione Ratti di Como con Hans Haacke come visiting professor, mentre nello stesso anno consegue la laurea specialistica in Arti Visive allo IUAV di Venezia.

 

Comunicato Stampa:

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