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Roberto Sironi - RUINS

Palmyra bench, photo ©FEDERICO VILLA

[le rovine permettono

all’uomo di percepire la distanza

tra passato e presente, contestualizzandolo all’interno della storia...]
 

Il progetto di Roberto Sironi RUINS parte dalla considerazione di questi aspetti storici e arti-stici con l’ambizione di esprimere, attraverso una serie di opere, non solo il sentimento del “tempo perduto” ma anche quello del “tem-po presente” attraverso la ri-significazione di frammenti architettonici appartenenti a diverse epoche storiche.

Il progetto mette in relazione alcuni elementi costruttivi di epoca classica come basamenti di colonne, capitelli, sezioni di anfiteatro con quelli di era industriale, come le travi a doppia T e gli elementi strutturali reticolari.

Il risultato è una serie di opere come rovine del contemporaneo, liberamente decostrui-te e ricostruite, simulacri immaginifici, artifici programmati dove i materiali e le tecniche di esecuzione non corrispondono all’originale ma piuttosto divengono funzionali al messaggio post-archeologico veicolato.

Ed è secondo questo concetto che gli elementi afferenti all’archeologia industriale vengono trasposti in sculture di bronzo attraverso la tecnica della fusione a cera persa e poi lucidati a specchio per esprimere un “tempo indefinito” che diviene ipotetico, evanescente, sospeso. Lo stesso concetto viene espresso per gli ele-menti di matrice architettonica classica, realiz-zati in Marmo Artificiale di Rima, materiale cre-ato in Piemonte (Italy) alla fine dell’800 come simulazione del marmo naturale per decorare gli interni dei palazzi di corte a San Pietroburgo e Mosca, e poi successivamente impiegato in tutta Europa. Un materiale atemporale in quan-to marmo non-geologico.

Nel progetto di Roberto Sironi il concetto ar-cheologico di rovine viene così rielaborato secondo una nuova prospettiva: preso atto dei resti architettonici che il tempo e la storia ci hanno consegnato, le opere mostrano come i diversi frammenti possano essere sovrapposti e ri-significati

RUINS diviene una pratica che è cosciente di utilizzare gli elementi come liberi strumenti nella costruzione del progetto, azzerando le distanze geografiche e temporali, modellando le forme secondo rappresentazioni ideali, riflettendo le utopie e le distopie del nostro tempo.

Palmyra bench, detail, photo©FEDERICO VILLA.jpg