Elisa Strinna

Il lavoro di Elisa Strinna (1982, Padova) esplora il modo in cui strutturiamo la nostra percezione e i nostri campi del sapere. Non lo fa attraverso riflessioni teoriche, ma studiando in maniera approfondita diversi materiali naturali. 

Mentre Strinna studia le informazioni intrinseche a tali elementi, varie narrative prendono vita, narrative che rivelano aspetti “culturali” intrinseci alla Natura, sfidando così ogni limitata concezione dei processi culturali e naturali. Ciò che rimane sono, invece, differenze di scale, di tempi e di linguaggi, che richiedono diverse forme di traduzione. 

Nell’estate del 2015 partecipa a SOMA Summer a città del Messico. Nello stesso anno ha esposto al Mart di Rovereto e alla Serra dei Giardini della Biennale a Venezia. 

Nel 2014 viene invitata a partecipare alla mostra Open Museum, Open City al MAXXI di Roma. Lo stesso anno vince il Premio Shanghai, una residenza di due mesi alla East Normal University di Shanghai. Nel 2013 è invitata al premio 5x5 2013 al Espai d’art contemporani de Castelló (Spagna) ed è la vincitrice della sezione scultura del Premio Combat (Livorno). Nel 2012 viene invitata a Modern Monsters, Biennale di Taipei in Taiwan, ed alla Nature Addict Travelling Academy (Documenta, Kassel). Nel 2011 vince la tredicesima edizione del Movin’up, premio per la mobilità dei giovani artisti italiani del mondo. Nel 2011/2010 è una delle vincitrici del premio 6ARTISTA alla Fondazione Pastificio Cerere che consiste in una residenza di nove mesi tra Roma e Parigi. Strinna partecipa al XVI corso Avanzato in Arti Visive alla Fondazione Ratti di Como con Hans Haacke come visiting professor (2010). Nel 2009 segue il workshop tenuto dall’artista Peter Friedl alla Fondazione Spinola Banna, Poirino (Torino). Tra il 2008 ed il 2009 è assegnataria di un atelier alla Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia.  Nel 2012 partecipa alla mostra And Yet it Moves alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

Elisa Strinna
Third Nature (Electric Bones), 2017