Alexander Kossuth

Kossuth nasce a Pfronten in Germania nel 1947.
La prima parte della sua vita è dedicata allo studio del violino,  di composizione e direzione musicale a Napoli.
Dal 1979, a più di trent’anni, abbandona definitivamente la carriera musicale per dedicarsi unicamente alla scultura. Lo sculture rimane comunque legato a doppio filo con la musica, sia ritraendo in bronzo importanti personalità musicali, teatrali e coreutiche, sia mantenendo la musica e il ballo temi fissi nella costruzione della maggior parte delle sue opere. Le figure a tutto tondo singole e composite di Kossuth sono realizzate con materiali differenti come gesso, resina, marmo e bronzo, ma tutte tendono indifferentemente ad una resa che non si ferma all’impressione delle carni e delle stoffe. L’opera di Kossuth spiazza l’osservatore; la maestria esibita e la mimesi, soprattutto umana, non sono più considerate categorie di valore artisico, almeno non rispetto all’arte contemporanea, mentre qui sono non solo esibite ma, ostentate, sono di fatto ciò che compone l’opera, non un corollario. Ad un secondo sguardo però si scorgono elementi dissonanti, non una vera mimesi naturale, ma una selezione di elementi dal vero e di altri, liberamente manipolati, antinaturalistici, abitualmente contemporanei. Anche l’ammirazione estetica e, di conseguenza, morale dell’uomo è un elemento ignoto all’arte contemporanea e sembra proprio questo amore per i suoi simili a fare di Kossuth un artista veramente avanguardista nel mare nichilista e ripetitivo della contemporaneità.

Alexander Kossuth
Salomè, 1991-1992
bronzo
h. 380 cm