Piergiorgio Colombara

Dopo il Liceo Artistico si laurea in Architettura al Politecnico di Genova nel 1974, il rapporto con l’architettura prosegue ancora oggi nell’intenzione di dialogare con altri architetti per una collocazione coerente delle sue opere. Colombara oltre all’architettura ha un legame a doppio filo anche con la musica, alcune sue opere hanno ispirato composizioni e al contrario le sue sculture sono strumenti senza suoni, organi, arpe, trombe di fantasia, mute; il suono, o meglio il silenzio, rieccheggia solo nei titoli. È l’oggetto il centro della sua opera, l’oggetto riportato in primo piano come ha fatto tanta arte contemporanea, ma con qualcosa in più, forse con il valore aggiuno della metafisica, del surreale e c’è chi dice del perturbante, cioè di un’ambigua familiarità. Anche la ricerca materica è sostanziale, l’oggetto non è fatto di un solo materiale, ma della contrapposizione, non solo visiva, ma anche tattile di superficii differenti: vetri che tintinnano su bronzi, bronzi che affondano nella cera. E proprio della cera Colombara fa a meno fondendo i suoi pizzi metallici, un’immagine quasi cruda a pensarci, pizzo distrutto e trasformato in bronzo.

 

Piergiorgio Colombara
Exbronzo, Sconosciuto
bronzo
Piergiorgio Colombara
Exbronzo, 2006
bronzo
Piergiorgio Colombara
Exbronzo, 2006
bronzo
h. 96 cm
Piergiorgio Colombara
Exbronzo, 2007
bronzo
Piergiorgio Colombara
Exbronzo, 2003
bronzo e vetro
h. 70 cm